
Comitato di selezione
Per ogni edizione del Premio, la Fondazione Paul Thorel invita un comitato indipendente di curatori e direttori di museo a scegliere dodici artisti cui chiede di sviluppare un progetto inedito. Il comitato di selezione si riunisce poi a Napoli con i membri della giuria per scegliere i vincitori. Per la prima edizione hanno partecipato Caterina Avataneo (curatrice indipendente), Lorenzo Gigotti (fondatore e direttore di Nero Editions), Elisa Medde (managing editor di FOAM magazine) e Valentina Tanni (critica d’arte e scrittrice indipendente).
Giuria
La giuria della prima edizione del Premio Paul Thorel include i membri del comitato di selezione – Caterina Avataneo, Lorenzo Gigotti, Elisa Medde e Valentina Tanni – insieme a Sara Dolfi Agostini (curatrice della Fondazione Paul Thorel), Antonio Carloni (vice direttore delle Gallerie d’Italia a Torino) e Luigi Fassi (direttore di Artissima).
Vincitori
Gli artisti vincitori della prima edizione del Premio Paul Thorel sono Clusterduck (un collettivo di cinque artisti fondato nel 2016 da Tommaso Cappelletti, Silvia Dal Dosso, Arianna Magrini, Noel Nicolaus e Franziska Von Guten), Jim C. Nedd (Verona, 1991; vive e lavora a Milano) e Lina Pallotta (San Salvatore Telesino, 1955; vive e lavora a Roma).

Clusterduck è un collettivo interdisciplinare che lavora al crocevia tra ricerca, design e transmedialità, concentrandosi sui processi e gli attori dietro alla creazione di contenuti digitali e alla loro diffusione su Internet. Clusterduck sta attualmente sviluppando Meme Manifesto, un progetto transmediale che esplora collettivamente i significati occulti e le potenzialità comunicative della simbologia memetica. Negli ultimi 4 anni Clusterduck ha anche creato le mostre partecipative #MEMEPROPAGANDA e #MEMERSFORFUTURE, indagando il ruolo della memetica in tempi di post-verità e nel movimento globale per la giustizia climatica. I lavori di Clusterduck sono stati esposti ad Ars Electronica, Villa Arson Nice, The Influencers, Werkleitz Festival, Impakt Festival, re:publica, Arebyte, Greencube Gallery, Tentacular Festival, IFFR, Radical Networks.

Jim C. Nedd è fondatore del gruppo sperimentale Primitive Art insieme a Matteo Pit. Nedd è fotografo e regista in progetti pubblicitari ed editoriali, e fa parte del Toilet Paper Collective. Il suo lavoro è stato esposto alla Cinemateca Distrital, Bogotà; Autoitalia, Londra; Damien & The Love Guru, CFA, Milano; Hamburger Bahnhof, Berlino; Biennale di Liverpool; Sandy Brown, Berlino. Il suo lavoro è stato pubblicato su Aperture, Vogue Italia, Kaleidoscope e Rivista Studio. Dal 2019 è un collaboratore dell’UNICEF e ha collaborato a lavori di reportage in Sicilia, a Beirut e al confine con la Siria.

Lina Pallotta è fotografa e docente. Formatasi all’International Center of Photography di New York (ICP), ha pubblicato per varie riviste nazionali e internazionali, lavorato per Impact Visuals Agency di New York e per l’Agenzia Grazia Neri di Milano. Numerose le mostre personali e collettive, in Europa e America, tra le quali al Queens Museum of Art di New York e a L’Atelier de Visu di Marsiglia. Ha ricevuto il premio The Catalogue Project 1998 della New York Foundation for the Arts.
Mostra
L’Undicesima Casa, mostra collettiva curata da Sara Dolfi Agostini presso le Gallerie d’Italia – Napoli di Intesa Sanpaolo (08.03.2024 – 05.03.2024).
Libri d’artista
La Fondazione Paul Thorel ha pubblicato tre libri d’artista nella collana dedicata della casa editrice Nero Editions, uno per ciascun artista vincitore: Deep Fried Feels di Clusterduck, The Stream di Jim C. Nedd e Voce ‘e stommache di Lina Pallotta.
