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Edizione 2023

Comitato di selezione

Giuria

Vincitori

Clusterduck

Clusterduck è un collettivo interdisciplinare che lavora al crocevia tra ricerca, design e transmedialità, concentrandosi sui processi e gli attori dietro alla creazione di contenuti digitali e alla loro diffusione su Internet. Clusterduck sta attualmente sviluppando Meme Manifesto, un progetto transmediale che esplora collettivamente i significati occulti e le potenzialità comunicative della simbologia memetica. Negli ultimi 4 anni Clusterduck ha anche creato le mostre partecipative #MEMEPROPAGANDA e #MEMERSFORFUTURE, indagando il ruolo della memetica in tempi di post-verità e nel movimento globale per la giustizia climatica. I lavori di Clusterduck sono stati esposti ad Ars Electronica, Villa Arson Nice, The Influencers, Werkleitz Festival, Impakt Festival, re:publica, Arebyte, Greencube Gallery, Tentacular Festival, IFFR, Radical Networks.  

Secondo il Comitato di Selezione: “Clusterduck è un collettivo artistico interdisciplinare che lavora al crocevia tra ricerca, design e transmedialità, attento alle subculture, ai movimenti estetici e alle implicazioni politiche generati dalla rete. Alla base della ricerca e della produzione artistica di Clusterduck c’è la ridefinizione totale dello statuto dell’immagine, del suo valore simbolico e del suo nuovo potenziale narrativo, e di come essa viene generata, presentata, distribuita, fruita, acquisita e valorizzata alla luce dell’adozione di massa delle tecnologie della rete.”

Jim C. Nedd

Jim C. Nedd è fondatore del gruppo sperimentale Primitive Art insieme a Matteo Pit. Nedd è fotografo e regista in progetti pubblicitari ed editoriali, e fa parte del Toilet Paper Collective. Il suo lavoro è stato esposto alla Cinemateca Distrital, Bogotà; Autoitalia, Londra; Damien & The Love Guru, CFA, Milano; Hamburger Bahnhof, Berlino; Biennale di Liverpool; Sandy Brown, Berlino. Il suo lavoro è stato pubblicato su Aperture, Vogue Italia, Kaleidoscope e Rivista Studio. Dal 2019 è un collaboratore dell’UNICEF e ha collaborato a lavori di reportage in Sicilia, a Beirut e al confine con la Siria.

Secondo il Comitato di Selezione: “Jim C. Nedd fa della fotografia digitale, insieme alla musica, il suo linguaggio espressivo principale sia in ambito artistico, che in quello commerciale. Le sue fotografie sono in grado di creare ponti fra scale apparentemente lontane, facendo coesistere geografie diverse, folle estatiche in festa ed episodi di vita personale, così come realtà documentata e immaginata. Cultura popolare e storie orali, tramandate ma non attestate, spesso diventano il filtro attraverso cui proporre uno sguardo critico sulla realtà, ed in particolare sulla rappresentazione del corpo.

Lina Pallotta

Lina Pallotta è fotografa e docente. Formatasi all’International Center of Photography di New York (ICP), ha pubblicato per varie riviste nazionali e internazionali, lavorato per Impact Visuals Agency di New York e per l’Agenzia Grazia Neri di Milano. Numerose le mostre personali e collettive, in Europa e America, tra le quali al Queens Museum of Art di New York e a L’Atelier de Visu di Marsiglia. Ha ricevuto il premio The Catalogue Project 1998 della New York Foundation for the Arts.

 

Secondo il Comitato di Selezione: Lina Pallotta è un’autrice che utilizza la fotografia per raccontare e dare visibilità a storie ed esistenze di soggetti marginalizzati, discriminati e esclusi dalla società e dal racconto dei media generalisti. Il suo sguardo si è soffermato principalmente sulla vita di transessuali/transgender, donne lavoratrici, poeti e artisti underground attraverso il mezzo fotografico come strumento rivelatorio e emancipatorio allo stesso tempo. Formatasi all’International Center of Photography di New York (ICP) in fotogiornalismo e fotografia documentaria alla fine degli anni ‘80, la sua opera ritrae i soggetti in modo intimo e poetico. Fuor di retorica, potremmo dire che il suo è uno sguardo “coinvolto” e “militante”.

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