Dove: Studio Paul Thorel, Via Vittorio Imbriani 48, 80121 Napoli
Quando: 24.02.2026 ore 18:30
Evento: visita guidata
Accesso: gratuito
Lingua: inglese, italiano
Mari di disattenzione profonda è il primo appuntamento espositivo di un nuovo ciclo di mostre che mette in dialogo l’archivio di Paul Thorel con opere di artisti internazionali impegnati nella ricerca digitale contemporanea, attraverso un articolato piano di prestiti e incontri a cura di Sara Dolfi Agostini. Per l’evento, l’artista irlandese Yuri Pattison racconterà le sue opere esposte, sun_set pro_vision east e sun_set pro_vision west (2021-22), e it’s always golden hour somewhere (2016-), mentre la curatrice Sara Dolfi Agostini, coordinatrice del catalogo ragionato di Paul Thorel, si soffermerà sull’opera Colloqui Laterali N°1 (2013) dell’artista prematuramente scomparso.
Paul Thorel è stato un artista italo-francese, cresciuto tra Londra, Parigi e Roma, e stabilitosi a Napoli nel 1994. Formatosi come pittore con Carla Accardi, dal 1980 ha orientato la sua ricerca verso l’immagine elettronica, collaborando tra gli altri con centri sperimentali in Italia e all’estero tra cui la RAI di Torino e l’INA di Parigi, e le gallerie Guido Costa Projects e Massimo Minini. Nel 2014 ha creato la Fondazione Paul Thorel, dedicata alla conservazione del suo archivio e della sua collezione d’arte internazionale, nonché alla promozione della ricerca sull’arte digitale.
Yuri Pattison è un* artista irlandese che vive tra Londra e Parigi. La loro pratica indaga i rapporti di potere nelle società dell’informazione, all’incrocio tra realtà virtuali e fisiche. Attraverso un approccio di ricerca critico e poetico, mostrano come le complesse infrastrutture digitali, le nuove geopolitiche e i flussi di dati alterino la nostra percezione del tempo e dello spazio. Hanno esposto a livello internazionale, con mostre personali a Temple Bar Gallery, Dublino (2024); The Common Guild, Glasgow (2023); Kunsthalle Sankt Gallen (2017); Chisenhale Gallery, Londra (2016); e una doppia personale a Tate Britain, Londra (2024).
La mostra, che si estende in tutti gli spazi della Fondazione, riunisce opere seminali di Paul Thorel e dell’artista irlandese Yuri Pattison, dando vita a un sistema di equivalenze tra albe e tramonti riflessi su ipnotici mari digitali. Il titolo evoca lo stato di disattenzione profonda causato dal rumore tecnologico della società contemporanea, raccontato profeticamente nel libro White Noise (1985) dell’influente scrittore americano Don DeLillo. Un rumore che trasforma la percezione individuale della realtà, alterata dal flusso globale di informazioni, e spinge il pensiero verso una forma di assuefazione ai media, un culto dei dati che diventano bussole ideologiche e culturali nel frastuono ambientale.
Grazie a Frac Île-de-France


